Serie «Non perderti!»

La serie di Anastasia Kuznetsova-Ruf «Non perderti!» è una riflessione pungente sui momenti fuggevoli e insieme decisivi della vita. Ciascuno ha una propria idea di che cosa sia «IMPORTANTE» e teme di lasciarsi sfuggire proprio quegli istanti che cambiano tutto. Inseguendo piani grandiosi, spesso ci perdiamo l’essenziale: è questo che l’artista racconta. Le sue opere aprono temi sociali e psicologici e mettono in luce i dilemmi di oggi. Con immagini nitide, scompone la complessità dell’esistere. Dal volo apparentemente impossibile di «All Inclusive» al simbolo delle reti vuote in «Reti», la sua arte è uno specchio delle illusioni della nostra società. «Pescatore» ferma un momento di orgoglio, senza che il protagonista sappia dell’oro nascosto fra le prede ordinarie. In «Caccia» la ricerca di un compagno benestante da parte di una donna di oggi è resa con precisione. «Profondità» richiama l’abbondanza della Terra, intrecciata alla tendenza dell’uomo a sfruttarla. I dipinti di Anastasia Kuznetsova-Ruf vanno oltre la tela: offrono un regno di luce e di aria, uno spazio che sta sopra e oltre. La corporeità dei suoi personaggi richiama gli eroi antichi e insieme risuona con gli ideali odierni di salute e di successo. I corpi si fondono senza soluzione di continuità con lo spazio intorno, e questo dice unità. Con la finezza della composizione, Kuznetsova-Ruf trasmette il senso di una distesa senza confini. La sua tavolozza mette in contrasto luce e buio e attira dentro chi guarda. Sono quadri che fanno venire voglia di immergersi nelle loro profondità, di lasciare fuori i problemi della società e di trovare conforto nell’abbraccio della tela. Irina Filatova.

Serie «Punto di crescita»

Cominciamo a esplorare questa serie con un frammento della poesia di Iosif Brodskij «Sera d’inverno a Jalta», del 1969: Fermati, istante! Non sei tanto bello quanto irripetibile. Il progetto «Punto di crescita» comprende nove dipinti, riuniti in tre trittici. Ogni quadro è una parabola e, nell’intenzione dell’artista, porta un insegnamento. Anastasia Kuznetsova-Ruf riflette sui momenti decisivi della vita e sulla loro capacità di dare forma a un destino. Insiste sulla necessità di crescere su più piani: spirituale, psicologico, creativo. «Punto di crescita» non è un fermarsi, ma un’attenzione concentrata sul processo continuo dell’andare avanti e del migliorarsi. L’artista riconosce che, superato un certo punto dello sviluppo personale, alcuni si fermano mentre altri continuano a esplorare nuove profondità e nuove distese. Per qualcuno questa trasformazione arriva all’improvviso, anche in età adulta. Una volta raggiunto un certo «punto di crescita», cambiare il passato non serve a nulla. Resta però sempre lo spazio per allargare ciò che si sa, per guardare oltre i confini consueti, per liberarsi dei pregiudizi e affidarsi al proprio giudizio invece di seguire la folla. È un cammino che comincia sempre da sé stessi. Mettendo a confronto le opere recenti di Anastasia Kuznetsova-Ruf con il progetto «Non perderti» del 2013, si vede bene come la sua direzione sia cambiata. La tavolozza e lo stile si sono evoluti in modo evidente. Se i lavori precedenti respirano uno spazio pieno di luce e d’aria, quelli nuovi esplorano una gamma più ricca, con più attenzione al colore. Una tela, «Legami» (parte del trittico «Capelli»), unisce passato e presente e mostra una maternità di oggi intrecciata alla tecnologia: una madre e una figlia, legate dai lunghi capelli della bambina, dicono come cambiano i rapporti nella vita di adesso. I ricordi d’infanzia sono resi con grande vivezza. Dai germogli pieni di speranza di «Mentre cresce» alla realtà agrodolce di «Cena tardi», l’artista invita a vivere il presente invece di restare nel passato. Un messaggio forte nasce dalla sua rilettura dei «Proverbi olandesi» di Pieter Bruegel in grigio e nero, in «Collezionista», che mette in guardia dal restare prigionieri di uno sguardo troppo stretto. Nei dipinti d’acqua — «Balena», «Profondità di campo», «Correnti sottomarine» — Kuznetsova-Ruf usa una tavolozza smorzata di grigi e di neri. Questo cambiamento mostra un lato nuovo del suo lavoro: un’evoluzione che incuriosisce e fa pensare. Che cosa verrà dopo? Si vedrà, ma di sicuro sarà interessante. Irina Filatova.

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