
Georgy Ostretsov
Georgij Ostrecov è artista, designer e curatore, presente nella scena artistica moscovita dalla metà degli anni Ottanta. È figlio dello scultore georgiano Elgudža Amašukeli e della storica dell’arte Ljudmila Ostrecova, e si è formato alla Scuola Teatrale e Artistica del Teatro Bol’šoj.
Negli anni Ottanta ha fatto parte del collettivo «Detskij sad» («Asilo»), che aveva preso come studio un asilo abbandonato, ed è stato membro dell’associazione «Novye chudožniki» («Nuovi artisti») a Leningrado. I suoi primi lavori erano costumi: costruttivismo e agitprop degli anni Venti incrociati con l’estetica New Wave, la moda e la performance, tenuti insieme in un solo gesto.
Nel 1988 si è trasferito a Parigi e vi è rimasto dieci anni, lavorando con gli stilisti Jean-Charles de Castelbajac e Jean-Paul Gaultier e con il regista Luc Besson. Dal 1998 vive di nuovo a Mosca.
Nel 2009 Georgij Ostrecov ha rappresentato la Russia alla 53ª Biennale di Venezia. Nel 2010 ha fondato la comunità artistica «Vglaz» e, più tardi, il gruppo «Eli Kuka».
Il suo lavoro costruisce un’iconografia propria e racconta storie per immagini. A differenza di Andy Warhol o Roy Lichtenstein, non si appropria di illustrazioni esistenti: disegna un racconto suo, vicino per modo al fumetto d’azione. Lavora con mezzi diversi — installazioni che mettono insieme pittura, grafica e scultura — e scrive anche testi e graphic novel.
«I capolavori nascono sulla cresta di una rivelazione della vita e del tempo, quando è il tempo stesso a creare il bisogno di una certa arte. Un’opera che resta come segno della sua epoca, segno del tempo, non si può giudicare: sta fuori dalla posizione da cui si giudica».
Le opere di Georgij Ostrecov si trovano alla Galleria Statale Tret’jakov (Mosca), al Museo Statale Russo (San Pietroburgo), al Museo d’Arte Moderna dell’Accademia Russa delle Arti (Mosca), al Museo dell’Artico e dell’Antartico (San Pietroburgo), al Museo dei Sogni di Sigmund Freud (San Pietroburgo), alla Saatchi Gallery (Londra), nella Zabludowicz Collection (Londra) e nella Troche DeLeon Collection (Israele), oltre che nelle collezioni private di Frederik Paulsen, Laurence Graff, Roman Abramovič, Simon de Pury e altri.




