
Hervé Dupuis
Il disegno è stato un punto d’appoggio per il bambino silenzioso e timido che era: gli ha dato una prima, decisiva sicurezza e gli ha aperto una prospettiva nuova, quella della pittura. Quel dono di ragazzo si è rivelato determinante. Gli studi ai Beaux-Arts lo hanno fatto sbocciare del tutto, hanno nutrito una passione profonda e confermato una vera vocazione artistica.
Anche se la sua carriera professionale si è svolta fuori dallo studio, non è stata affatto una parentesi. Al contrario, quell’esperienza ha fatto da complemento alla formazione iniziale e gli ha permesso di soddisfare una curiosità viva e un bisogno costante di imparare. Il tempo e l’esperienza sono diventati alleati preziosi e lo hanno aiutato a dire ciò che a lungo era rimasto addormentato dentro di lui.
Nato a Dakar nel 1950, Hervé Dupuis ha studiato ai Beaux-Arts di Angers e poi di Nantes (1967–1972), con specializzazione in architettura d’interni negli ultimi tre anni. Dal 1974 al 2014 la sua vita professionale è rimasta vicina al mondo artistico, soprattutto nell’arredamento d’interni, nel disegno di mobili e nel marketing di prodotto. Nel 2013 è tornato ai pennelli.
Sul piano visivo i suoi dipinti stanno fra la grafica e la pittura. La prospettiva è assente, gli effetti di volume sono rari. Il suo lavoro cerca di smaterializzare il mondo esistente per trasfigurarlo, e ricostruisce immagini astratte ed espressive, spesso scandite da simboli.
È un lavoro pensato e costruito; il risultato è netto e controllato. L’armonia e l’equilibrio dialogano con lo spazio disponibile — uno spazio che va oltre i bordi fisici della tela. Con il contrasto di forme e colori introduce ritmo e movimento nei suoi temi. Le linee e le superfici colorate galleggiano come note musicali. Gli piace quando la superficie prende vita, si muove e danza, libera da ogni legame. L’equilibrio è una vera ossessione, inseparabile dal suo modo di creare.
I dipinti di Hervé Dupuis sono attraversati dal respiro della vita













