Sul muro è dipinta una scena del ciclo della Passione, la «Flagellazione di Cristo». È il momento in cui il corpo di Cristo viene sottoposto al supplizio. Il titolo nasce da qui: in russo la frusta si dice «bič», e la parola, per come suona, sfiora quella inglese bitch, che vuol dire tutt’altro.
Questo gioco inatteso fra le due lingue aggiunge all’opera uno strato di senso e fa pensare alle ambiguità del linguaggio, a come una stessa parola possa portare significati diversi a seconda del contesto.
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