La mostra di Julien Louvier Legrand (Ju) apre un territorio visivo in cui le arti digitali e la fotografia dialogano per interrogare le nostre realtà, i nostri racconti e le nostre sensibilità di oggi. Mette insieme composizioni digitali complesse e immagini catturate con uno smartphone volutamente minimale, poi rilavorate con scelte precise di post-produzione: sovrapposizioni cromatiche, mossi che danno movimento, tagli digitali, tracce luminose che scolpiscono lo spazio dell’immagine. Questa doppia pratica, insieme tecnica e artigianale, dà vita a una drammaturgia visiva in cui il rigore del progetto grafico incontra la spontaneità del caso poetico. L’allestimento invita a esplorare gli «stati» dell’immagine: dalla testimonianza urbana al quadro narrativo, dall’istante fotografico all’assemblaggio digitale, per rendere tangibile come una percezione si costruisce, si filtra, si contraddice e infine si illumina. Le opere scelte mostrano un linguaggio visivo nutrito da più influenze, dal rigore della cultura grafica agli orizzonti surrealisti e cinematografici, senza mai perdere una leggibilità emotiva accessibile. Chi guarda si muove così fra superfici nitide e insieme vibranti, dove ogni strato lascia intravedere un palinsesto di intenzioni e di segni.

Questa scelta attraversa tanto la forma quanto il senso: strumenti leggeri, un incrocio attento fra tecnologie contemporanee e lavorazioni manuali, l’esigenza di autenticità nel fare l’immagine e, quando è possibile, l’attenzione ai materiali e all’impronta della produzione. La mostra è pensata come un’esperienza: un percorso fra immagini che interroga la velocità, l’identità, la memoria urbana e l’etica dello sguardo nell’epoca digitale.

Qui lo schermo diventa materia, la luce diventa inchiostro, e l’attenzione di chi guarda diventa l’ultimo stadio di un’opera in movimento.

Come è nata Lago blu

La fotografia Lago blu è nata da lunghe passeggiate in piena natura. Negli anni la natura è diventata uno dei miei soggetti prediletti.

Da qui il mio bisogno di sensibilizzare il pubblico sull’ambiente in generale e sulla sua tutela in particolare.

Quest’anno è stato molto creativo per me: il mio stile si è affinato con la scelta del «bianco e nero» e di diverse tinte «verde-azzurro / turchese», che mi si sono imposte per rendere onore alla natura.

L’unione del bianco e nero con il colore mi permette, in ogni scatto, di esaltare ciò che la natura ci offre da vedere, da ascoltare, da odorare, da sentire.

Le fotografie di Julien sono scattate con uno smartphone e rielaborate in Adobe Photoshop; non ne esiste ancora nessuna stampa ufficiale.

L’opera nello spazio

La serie è esposta in Rinascimento, la galleria virtuale di Julien su The Vilbil Virtual Galleries: un giardino notturno sotto la luna piena, con un viale dove le sue fotografie sono esposte in grande, aperto a tutti in un browser, sul telefono o sul computer. Il giardino è l’ambientazione della galleria, creata da The Vilbil; le opere sono di Julien. Musica della galleria: Erik Satie, Gymnopédie n. 1, pianoforte, registrata da Robin Alciatore e rilasciata nel pubblico dominio (Musopen).

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Julien Louvier Legrand · Rinascimento — galleria virtuale | The Vilbil