Julien Louvier Legrand

Julien Louvier Legrand

Julien Louvier Legrand costruisce un linguaggio visivo che unisce composizioni digitali complesse e fotografia sperimentale, e apre uno spazio in cui la profondità del racconto incontra l’impegno sociale. Fin da bambino è cresciuto fra influenze eterogenee: da René Magritte a Robert Doisneau, da Enki Bilal a Charlélie Couture fino al writer Mod 2. Alla base del suo lavoro ci sono competenze tecniche solide, maturate in sei anni di studi in grafica e comunicazione visiva e in un’esperienza professionale in agenzia che ne ha affinato la comprensione della percezione visiva.

Nel suo lavoro Julien sfrutta tutte le possibilità degli strumenti digitali attenendosi con rigore alla Carta europea e alle linee guida sull’IA generativa. A questo affianca una dimensione artigianale, fatta di collage e montaggio tradizionali. La sua fotografia mette insieme la ripresa realistica e la decostruzione sperimentale: con un approccio minimale da smartphone cattura paesaggi urbani che poi passano spesso per una post-produzione radicale — sovrapposizioni cromatiche, mossi, tagli digitali, light painting.

Persona con una disabilità fisica, Julien difende una pratica inclusiva e fa della propria condizione una leva creativa per tenere desta l’attenzione sui temi della diversità. È altrettanto attento alla sostenibilità: privilegia materiali di stampa ecologici e punta all’autosufficienza energetica completa dei propri strumenti di lavoro. Aperto a progetti collaborativi e a performance, prevede di destinare una parte dei propri proventi a cause sociali, ambientali e di tutela degli animali.

«Ascoltare l’immagine con delicatezza, guardare il suono senza freni, toccare il silenzio con la punta degli occhi, bere l’orizzonte con gioia quando il viaggio ci porta. E insieme, afferrare l’attimo, l’attimo sospeso…»

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