Visita a una galleria virtuale in un minuto: il giardino notturno di Julien Louvier Legrand

La maggior parte delle visite alle gallerie virtuali comincia da un menu. Questa comincia da una fontana.
Lei arriva di notte. Davanti a Lei c’è una vasca rotonda di acqua scura e, sopra, un ritratto dell’artista in bianco e nero, attraversato da strisce turchesi. A destra si alza una stele bianca con il suo nome e il titolo della mostra, Rinascimento. Dietro, un vialetto lastricato corre dritto tra le palme e la roccia coperta di muschio, sotto un cielo viola con più stelle di quante una città ne conceda.
La mappa è tutta qui. Questa galleria d’arte virtuale è un unico percorso, lungo circa ottanta metri, e le immagini lo fiancheggiano su alte stele, a due a due, a sinistra e a destra, come gli alberi di un viale. Non c’è niente da scegliere e non ci si può perdere: lo si percorre come si percorrerebbe un qualsiasi giardino di notte, verso la luce.
Non c’è niente da imparare. Qui camminare vuol dire indicare: faccia clic o tocchi il lastricato davanti a sé, e il giardino La porta in quel punto in un secondo circa, e lì La lascia. Superi una volta la stele, e la luna esce da dietro, bassa sul fondo del vialetto. Poi guarda, e indica di nuovo.
La prima cosa che si nota è la dimensione. Una galleria virtuale in 3D non è una pagina di miniature: le opere hanno delle misure, e qui sono grandi. Acqua viva è alta più di tre metri. Più che guardarla, le si sta davanti, come si sta davanti a un muro, e cresce man mano che ci si avvicina.
La seconda è il colore, o meglio quanto poco ce n’è. Le immagini sono in bianco e nero. Poi, in ciascuna, qualcosa è turchese. Dei fiori che spuntano da un vecchio televisore in Vaso di fiori. Un occhio di un gatto in Menta. Un solo fiore tra foglie grigie in Ortensia. Alla terza stele Lei cerca già il turchese prima di guardare qualsiasi altra cosa.
La mostra ha un nome per ciò che Lei sta attraversando. Il suo stesso testo lo chiama «un territorio visivo in cui le arti digitali e la fotografia dialogano».
La terza cosa richiede un po’ più di tempo. Ogni stele ha due facce. All’andata si vede una fila di immagini; si volti in fondo, torni verso la fontana, e si troverà in una seconda mostra, che era alle Sue spalle per tutto il tempo.
Se si ferma una volta sola, si fermi davanti ad Acqua viva, la seconda stele alla Sua destra. Bosco e nuvole in alto, pietre in basso, e la superficie dell’acqua tracciata nel mezzo come un orizzonte. Nel giardino quella linea sta all’altezza dei Suoi occhi. Si avvicini e resti un momento: più si avvicina, meno giardino rimane intorno all’acqua, e più è difficile dire da quale parte della superficie si trova.
Ancora una cosa da sapere prima di andare. Faccia clic o tocchi un’immagine, e si troverà davanti a essa. Lo rifaccia, e il giardino si fa da parte: l’opera resta sola, senza la notte addosso, così come l’artista l’ha fatta. La lasci, e sarà di nuovo tra le palme.
Una mostra virtuale ha un vantaggio su una vera: lì è notte a qualunque ora si arrivi. Questa si apre nel browser, senza installare nulla. Dalla fontana al fondo ci sono sei o sette clic, pochi secondi di movimento in tutto. Il minuto del titolo è il tempo che il giardino richiede se ci si ferma davanti alle immagini lungo la strada, e fermarsi è proprio il punto. Nessuno Le metterà fretta se ne impiega dieci.
Questo giardino è la galleria vilbil di Julien Louvier Legrand, e la porta è qui: vilbil.art/it/julien-legrand
Sull’artista. Julien Louvier Legrand è un artista visivo il cui lavoro unisce fotografia sperimentale e composizione digitale. Sei anni di studi in grafica e comunicazione visiva, seguiti da un’esperienza professionale in agenzia, gli hanno dato il rigore del grafico e un’attenzione precisa a come si costruisce la percezione. Le sue influenze vanno da René Magritte e Robert Doisneau a Enki Bilal, Charlélie Couture e al writer Mod 2. Fotografa paesaggi urbani con uno smartphone volutamente minimale e li rielabora con il collage, il montaggio digitale e una post-produzione radicale: sovrapposizioni cromatiche, mossi, tagli digitali, light painting. La sua pratica è attenta all’inclusione e alla sostenibilità, dai materiali di stampa ecologici all’obiettivo dell’autosufficienza energetica completa dei propri strumenti di lavoro. «Rinascimento», la sua mostra su The Vilbil, è pensata come un percorso fra immagini che interroga la velocità, l’identità, la memoria urbana e l’etica dello sguardo nell’epoca digitale.
Su The Vilbil. The Vilbil è una piattaforma premium no-code per gallerie virtuali in 3D di punta. Un artista può creare una galleria fotorealistica in pochi minuti e inserirla direttamente nel proprio sito. Le sculture vi appaiono come gemelli digitali interattivi. I visitatori la aprono in un normale browser, su qualsiasi dispositivo, 24/7, senza installare nulla. The Vilbil non trattiene alcuna commissione sulle vendite: 0%.