Anastasia Kuznetsova-RufTrittico «Hockey. Tre tempi» · 2016
(dalla serie «Fuori serie»)
Tela, tempera, matita di carbone · 110 × 270 cm
(dalla serie «Fuori serie»)
Tela, tempera, matita di carbone · 110 × 270 cm
Nell’hockey la partita si gioca in tre tempi, che ne definiscono la durata. Ma nel trittico «Tre tempi» c’è una comprensione profonda che va oltre il gioco. Riflette con finezza sui periodi della vita di un uomo — guerriero, atleta — divisi con cura in tappe distinte.
«La prima coppa» dà corpo ai sogni di un bambino, alle visioni di vittorie e di traguardi. Un bambino piccolo guarda la prima Coppa dell’URSS del 1946, il primo grande premio dell’hockey del paese.
Poi viene «Tret’jak», l’epoca del maestro, dove le rivelazioni delle glorie passate si fondono con l’attesa di crearne di nuove, non solo per sé, ma per le generazioni che verranno. Vladislav Tret’jak è il portiere leggendario della nazionale sovietica.
E infine la Coppa Gagarin, il premio maggiore dell’attuale Lega continentale di hockey, la KHL, che incarna la maturità, il culmine delle forze e la sensazione profonda che «tutto è nelle tue mani»: è il tempo delle conquiste che un giorno racconterai ai tuoi nipoti.
Queste «età» sono disposte con cura particolare, non in ordine cronologico, perché in questo racconto non c’è un punto finale. È piuttosto una saga sulla continuità delle generazioni, un filo pronto a tessere la propria storia per sempre.
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