Daniel ManginApri la mente

Daniel Mangin invita chi entra ad attraversare stati diversi di luce e di emozione. Una sala è chiara e solleva l’animo, quella più scura ha l’intensità di un temporale: la prova di quanto la luce possa dare forma al nostro paesaggio interiore.

La discendenza artistica di Mangin passa per più di un grande movimento: gli impressionisti cercavano la luce del sole; i surrealisti esploravano i paesaggi della mente; il cubismo inseguiva una molteplicità di punti di vista sempre curiosa. Più tardi, gran parte dell’arte moderna ha abbandonato del tutto ogni intento filosofico. Oggi Mangin si sente più vicino ad artisti come Nicolas de Staël, per la forza dei colori, e Mark Rothko, per la profondità psicologica delle sue tele.

Percorrendo «Apri la mente» si incontra la visione di Mangin: una «luce dorata della mente umana», una luminosità interiore coltivata, che appare quando le persone cercano di elevarsi. Il suo linguaggio astratto toglie l’aneddoto per arrivare all’universale. La calma che prova nei musei — quella che chiama un’immersione tiepida e serena — è ciò che vuole offrire qui: un momento di chiarezza, di quiete e di pensiero.

Il lavoro di Mangin è una proposta sommessa su ciò che l’umanità potrebbe diventare, se scegliesse la direzione giusta. Con il colore, la luce e l’astrazione non cerca di travolgere, ma di sollevare, di calmare, di ispirare. Ne nasce un viaggio verso uno stato più pensoso e più luminoso dell’essere.

Tutte le gallerie

Copyright © 2026 The Vilbil