
Daniel Mangin
Daniel Mangin, nato ad Amiens nel 1957, è un pittore francese il cui percorso nasce da una passione per il disegno e la pittura coltivata da sempre. L’arte lo attraeva da tempo, ma è nel 1985 che vi si è dedicato per intero. Ha studiato per due anni nei laboratori dei Beaux-Arts a Parigi, sotto la guida di Masurel, entrando nelle tecniche dei maestri attraverso le visite ai musei e molte letture. La sua curiosità è andata oltre i riferimenti classici, fino al lavoro dei contemporanei, sempre con il desiderio di capire le scelte che stanno dietro un’espressione artistica.
Il suo mezzo preferito è l’olio su tela, che apprezza per la profondità e la duttilità: l’impasto, la trasparenza e l’asciugatura lenta gli permettono di affinare e di intensificare le composizioni. I soggetti vanno dal classico al contemporaneo, spesso attraversati da uno sguardo sociale, da umorismo o da una punta politica. Si concede piena libertà creativa ed esplora temi che nascono dal suo mondo interiore. Negli ultimi anni si è avvicinato all’astrazione, per andare oltre la rappresentazione aneddotica, pur continuando ad apprezzare la forza espressiva del nudo.
La sua carriera attraversa decenni e continenti. Dalle esposizioni nei salon e nelle gallerie parigine dei primi anni Novanta alle mostre internazionali di Tokyo, Bruxelles, New York e Londra, Mangin ha raccolto riconoscimenti con continuità. Fra questi, il primo premio per l’arte figurativa moderna a Bruxelles (1996) e la finale dell’Aart’s Masters Competition a New York (1997). Il suo lavoro è stato presentato in sedi di prestigio come Arte Padova in Italia, la Athenaeum Gallery in Svizzera e la Laura Gallery a Parigi.
Le sue opere astratte gli sono valse il primo premio per l’astratto informale alla Triennale del Piccolo Formato di Ferrara. Ha continuato a esporre in Europa e altrove, con mostre ad Abidjan, Tokyo e Osaka. Dal 2021 al 2024 la sua presenza si è allargata alle piattaforme digitali, con una diffusione online attraverso Instagram, YouTube, LinkedIn e TikTok, mantenendo insieme una presenza fisica alla galleria In Vino Veritas di Amiens.
L’arte di Daniel Mangin riflette uno sguardo in movimento: radicato nella tradizione e insieme libero da essa. Il suo lavoro invita chi guarda a misurarsi tanto con il visibile quanto con il concettuale, e offre un’esperienza ricca e stratificata della pittura contemporanea.
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