Maria SafronovaLe feste stanno arrivando · 2022-2023
(dalla serie «Fiabe diverse»)
Tela su legno, olio · 87 × 86 cm
(dalla serie «Fiabe diverse»)
Tela su legno, olio · 87 × 86 cm
Il Capodanno è la festa della vera unità fra le persone, quando tutti si ritrovano sulla stessa lunghezza d’onda. Se nell’infanzia gli fa concorrenza il compleanno, dove i regali sono garantiti, nella vita adulta la priorità è evidente, per via della nostalgia, dell’atmosfera e della fede infantile nei miracoli.
I bambini crescono con le fiabe e con storie che colpiscono l’immaginazione. E l’attesa del miracolo spesso resta con una persona per tutta la vita. La notte di Capodanno è il momento migliore per esprimere un desiderio. Il sogno non ha sempre bisogno di essere compreso: è semplicemente la gioia di ciò che è possibile. Il Capodanno è la festa dei ricordi personali, ma di ricordi che hanno un fondo di memoria comune. L’odore dei mandarini e degli aghi di pino, i regali sotto l’albero.
Le luci della ghirlanda che brillano nel buio. Il valore della festa cresce dalla consapevolezza che dopo tutto tornerà come prima e la vita rientrerà nel suo letto. Nella vita di ogni giorno, che è piena di incertezza, tocca risolvere problemi di continuo e tendere verso qualcosa. La necessità tiene in tensione. La festa invece è piena di riti che calmano, e la nostalgia aiuta a tenere il legame con l’infanzia, quando l’arrivo di Nonno Gelo e della Fanciulla di Neve era vissuto come un miracolo. E nella coscienza dell’adulto resta l’attesa del buon mago che porta i regali e fa miracoli. Di regola, per quanto realista e cinico sia un adulto, conserva comunque la fede nel miracolo e vuole che le difficoltà e i problemi si risolvano per magia. Fare qualcosa da sé per realizzare ciò che si desidera non è sempre possibile. Per esempio quando dipendi fortemente da circostanze esterne e non puoi disporre della tua vita per motivi di salute o per altro. Quando il tuo spazio vitale è molto limitato e le feste di famiglia diventano feste collettive. Quando un adulto si sente come un bambino all’asilo e guarda quello che gli viene offerto. Qualsiasi tradizione, anche la più tenera e familiare, in un’istituzione collettiva può diventare fredda e distante. E alla persona resta soltanto lo spazio della libertà interiore, dove c’è sempre posto per un miracolo vero.
I rintocchi dell’orologio della torre del Cremlino e i lampi dei fuochi d’artificio costringono ogni volta a voltarsi a guardare la propria vita e a confrontarla con quella che si vorrebbe. In quella notte si crede che si possa cominciare qualcosa di nuovo e cambiare ciò che è vecchio. Possibilità di rinnovamento e di speranza, occasione di una vita nuova e felice per ognuno di noi. Grazie alla festa di Capodanno proviamo a placare l’ansia, a farcela con i dubbi e con le paure davanti all’ignoto. Perché in realtà nessuno sa che cosa ci aspetta l’anno prossimo.
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