Konstantin ZvezdochetovLo svedese sopra Poltava · 2023
(dalla serie «Fiabe diverse»)
Olio su tela · 80 × 80 cm
(dalla serie «Fiabe diverse»)
Olio su tela · 80 × 80 cm
Posso dire una cosa sola: non ho inventato niente. Mi sa che qui non se n’è andata senza lo zampino del maligno. Insomma, il diavolo mi ha tentato. Dio mi perdoni!
Prima Paša Pepperstein decise di allestire una mostra ispirata al suo libro «L’amore mitogeno delle caste».
Mi propose di parteciparvi. Accettai. Nella trama gli eroi delle fiabe russe combattono contro i personaggi delle fiabe occidentali. E la cosa si svolge durante la Guerra patriottica. E così, una cosa tira l’altra. Karlsson, lo svedese, Poltava.
Ho finito il lavoro solo adesso. Mi capita spesso. Dipingo qualcosa di assolutamente fantastico, e poi si avvera. Soprattutto le cose brutte.
In fondo tutta la nostra vita è una fiaba. Una fiaba su di noi, che raccontiamo a noi stessi. Spaventosa o buffa.
O che ci racconta Dio.
Ho un principio nella vita: «Vivere come in un’operetta, morire come in una fiaba». Anche se pure l’operetta è lontana dalla realtà ed è piena di prodigi. E finisce sempre bene, perché Dio è misericordioso e tutti noi siamo attesi in paradiso.
Per finire racconto un episodio successo da poco. La mia Consorte entra nella stanza dove sto parlando al telefono. E sente che urlo nella cornetta: «Io il documentario lo odio, a me piacciono le fiabe» — e mia moglie, Irina di nome, è regista di documentari. È stato buffo. La gatta era contenta. La registrazione documentaria, a differenza di quella fiabesca, è scrivere lettere separate.
Le fiabe invece sono parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, Parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole, parole
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